Progetto Anversa degli Abruzzi – Sottovuoti

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Il Laboratorio è stato invitato a partecipare a “Abitare nella Natura/per la Natura”, workshop internazionale di progettazione e autocostruzione partecipata che ha avuto come oggetto di studio la rigenerazione degli spazi aperti dell’area Aia delle Piagge ad Anversa degli Abruzzi (AQ). Il workshop è stato organizzato dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi G. D’Annunzio di Chieti e Pescara, in collaborazione con la Facoltà di Scienze dell’Habitat dell’Università di La Salle di Bogotà, la Facoltà di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Tirana e Architettura senza frontiere Lazio onlus e ha coinvolto gli studenti provenienti dagli atenei partecipanti.

Nell’ambito del Workshop, il gruppo Sottovuoti è stato responsabile del laboratorio di partecipazione che si è svolto nei giorni precedenti all’arrivo degli studenti ad Anversa, ai quali era necessario comunicare i dati raccolti nelle attività di indagine svolta con gli abitanti. Oltre a questo il laboratorio è stato mirato a sensibilizzare gli studenti partecipanti al workshop al tema della partecipazione attraverso un esempio pratico, stimolare una riflessione tra gli abitanti sullo spazio pubblico e le sue infinite potenzialità, e a consolidare il sentimento comunitario attraverso la realizzazione di uno spazio che possa assurgere a simbolo ed elemento identitario unanimemente riconosciuto.

Il grande fenomeno dello spopolamento che accomuna Anversa degli Abruzzi a tanti altri comuni interni del nostro paese ci ha spinti a modellare il laboratorio come un’occasione per innescare una discussione sul futuro e per questo le fasce di popolazione più giovani sono state ritenute l’utenza ideale per il nostro breve percorso di partecipazione.

I lavori del Laboratorio sono iniziati il 30 settembre negli spazi messi a disposizione dal Municipio con un gruppo di bambini (dai 6 ai 14 anni) e sono stati improntati sulla creatività e sul “gioco” per permettere ai partecipanti di sentirsi a proprio agio nelle varie fasi e di esprimersi su argomenti, molto lontani da quelli più consueti per la loro fascia d’età.

I ragazzi del Laboratorio sono stati così coinvolti nell’organizzazione di una caccia al tesoro per le strade di Aversa i cui giocatori sarebbero stati gli studenti del Workshop. Le varie tappe di questa caccia sono state i topic del racconto fatto dai bambini di Anversa, che hanno costituito un vero e proprio percorso all’interno della cittadina. Questo metodo ha motivato molto i bambini che si sono sentiti valorizzati da un compito così importante impegnandosi molto e con grande entusiasmo.

I risultati delle attività sono stati rappresentati su una mappa di lavoro e sono molto interessanti perché hanno evidenziato le aree che bambini e ragazzi tendono a frequentare a discapito di altre che vengono percepite come poco sicure e poco stimolanti. Proprio nel tentativo di annullare questa percezione i lavori del workshop si sono concentrati su queste aree.

Dopo una settimana si è tenuta la caccia al tesoro con gli studenti: Il gioco ha rappresentato un ponte comunicativo fondamentale tra i due gruppi coinvolti, molto differenti per età, interessi, background culturale ed esperienziale. Questo approccio ludiforme ha permesso di concentrare l’attenzione di tutti sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni che, grazie non si sono limitate solo ad aspetti fisici e funzionali ma anche psicologici e emozionali che spesso non riescono ad emergere in comunicazioni verbali più tradizionali.

Sottovuoti è una iniziativa di Architettura senza Frontiere Onlus che mira all’organizzazione di laboratori territoriali di architettura partecipata nei vari Municipi di Roma. Il fine di questo tipo di attività è quello di costruire con i cittadini e per i cittadini uno spazio pubblico, d’incontro, di scambio, di convivialità; lo spazio non solo di una socialità oggi sempre più consumistica ma anche come spazio della libera interazione tra estranei e tra idee, spazio dell’ imprevisto dove si può trovare ciò che si cercava, spazio dove può prendere forma qualcosa di nuovo e non solo spazio di riproduzione dell’esistente. Ispirandosi anche a delle esperienze europee, come quelle in Belgio di ROTOR, Recetas Urbanas, Millegomme, etc etc ASF ha pensato di sfruttare i cosiddetti vuoti urbani ed utilizzarli come embrioni per la sperimentazione di nuove pratiche urbane che coinvolgano la società civile e annullino l’alienazione urbana che si è venuta a creare. Il vuoto urbano è uno spazio prossimo, che conosciamo, ma che non fa parte fisicamente e visivamente della nostra immagine di città.I vuoti urbani saranno trattati come i nuovi terreni di cultura e di identità. Non i tradizionali spazi aperti della città bensì quelle aree apparentemente escluse dai processi di trasformazione urbana che diventano temporaneamente, o in modo stabile, teatro di fattori sociali auto-organizzati e non, riuscendo a descrivere la complessità della condizione identitaria urbana e le attese per un cambiamento futuro.

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