Progetto Mura Latine – Sottovuoti

Dettagli Progetto

Il parco delle mura Latine nasce nel 2009 con la sistemazione del tratto che va da Porta Metronia a Via Numidia delle Mura Aureliane. Nel 2015 è stato firmato l’atto con cui il Comune di Roma assegna al Comitato Mura Latine l’area verde che va da Porta Metronia a Porta Latina per il servizio gratuito di manutenzione ordinaria, pulizia e vigilanza.

Il Laboratorio è stato contattato per definire insieme agli abitanti gli interventi necessari alla valorizzazione e al miglioramento della fruizione del parco, attraverso eventi e nuove funzioni.

Sono stati organizzati quindi una serie di incontri in collaborazione con Il Comitato per raccogliere proposte e suggerimenti allestendo lo stand di Sottovuoti nel parco durante eventi pubblici ma anche tramite appuntamenti creati ad hoc. Le attività sono state molto semplici e hanno una richiesto un discreto lavoro di sintesi per definire quali fossero le esigenze degli abitanti.

Da questo lavoro è stato redatto un documento programmatico che detterà le linee guida per le future iniziative del Comitato una Road Map per gli interventi al Parco delle Mura Latine.

Sottovuoti è una iniziativa di Architettura senza Frontiere Onlus che mira all’organizzazione di laboratori territoriali di architettura partecipata nei vari Municipi di Roma. Il fine di questo tipo di attività è quello di costruire con i cittadini e per i cittadini uno spazio pubblico, d’incontro, di scambio, di convivialità; lo spazio non solo di una socialità oggi sempre più consumistica ma anche come spazio della libera interazione tra estranei e tra idee, spazio dell’ imprevisto dove si può trovare ciò che si cercava, spazio dove può prendere forma qualcosa di nuovo e non solo spazio di riproduzione dell’esistente. Ispirandosi anche a delle esperienze europee, come quelle in Belgio di ROTOR, Recetas Urbanas, Millegomme, etc etc ASF ha pensato di sfruttare i cosiddetti vuoti urbani ed utilizzarli come embrioni per la sperimentazione di nuove pratiche urbane che coinvolgano la società civile e annullino l’alienazione urbana che si è venuta a creare. Il vuoto urbano è uno spazio prossimo, che conosciamo, ma che non fa parte fisicamente e visivamente della nostra immagine di città.I vuoti urbani saranno trattati come i nuovi terreni di cultura e di identità. Non i tradizionali spazi aperti della città bensì quelle aree apparentemente escluse dai processi di trasformazione urbana che diventano temporaneamente, o in modo stabile, teatro di fattori sociali auto-organizzati e non, riuscendo a descrivere la complessità della condizione identitaria urbana e le attese per un cambiamento futuro.

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